Diario

Settimana 52: del dimenticare

Ultimo quadratino del 2017! (per chi non sapesse cosa ho fatto e perché, qui c’è la spiegazione).

Mentre pensavo a cosa ricamare su questo ultimo quadratino, mi frullava in testa questa bellissima canzone di Lucio Dalla:

E se quest’anno poi passasse in un istante
Vedi amico mio come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch’io

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando
È questa la novità

Guardando questi quadratini, mi sono resa conto che quest’anno, anche se per certi versi è sembrato lungo, in realtà – frazionato in 52 settimane – è passato davvero velocemente. “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà”… sarà anche un concetto ovvio, ma aiuta a guardare le cose nella giusta prospettiva, a ridimensionare l’importanza che si dà agli avvenimenti, a guardare avanti.

Poi oggi ho scoperto questa parola giapponese: b​ōnenkai.

E’ la festa di fine anno in cui un gruppo di persone (solitamente colleghi di lavoro, ma potrebbe essere un club, un gruppo di danza, ecc…) si ritrova per brindare e lasciarsi alle spalle l’anno che sta terminando, con tutte le sue difficoltà.
La parola in giapponese si scrive con tre kanji: quello di “dimenticare”, quello di “anno” e quello di “riunione”, quindi, letteralmente, è l’incontro per dimenticare l’anno.
Il kanji di dimenticare è bello, secondo me. La parte superiore è una persona, stilizzata, nascosta dietro un angolo, per un significato di fuga o di perdita. La parte inferiore è il cuore. Qualcosa che si dimentica è qualcosa che si nasconde dal cuore, che fugge dal cuore, che il cuore ha perso.

E credo sia una buona idea, prima ancora di fare i soliti buoni propositi per l’anno nuovo, perdere un po’ di tempo per fare un bilancio dell’anno appena trascorso. Non dimenticare tutto, quello no. Ma valutare, scegliere, vagliare. Non dimenticare le persone, le cose belle, i momenti di gioia e quelli di serenità. Non dimenticare neanche quelli tristi, che anche quelli fanno parte della vita, e anche se lasciano le loro cicatrici, sono cicatrici che ci definiscono e ci modellano, anno dopo anno.
Ma i piccoli inciampi, i contrattempi, i nervosismi, le incomprensioni, gli scatti di rabbia, i silenzi, quelli sì. Dimenticarli, nasconderli al proprio cuore.
Non portarsi dietro, nel nuovo anno, questi fardelli dell’anno appena trascorso.

Più facile a dirsi che a farsi, probabilmente, così ho deciso di mettere un promemoria per me, in questo ultimo quadratino, ricamandoci proprio il kanji di “dimenticare”.

Settimana 52: del dimenticare

Nel pezzo di stoffa, ora, rimangono solo ancora due spazi liberi, in cui ci andranno le mie iniziali e, ovviamente, l’anno. Li completerò nei prossimi giorni, per poi passare alla confezione della bustina portaoggetti.

Il bilancio di questa esperienza lo rimando al post finale, quando sarà terminato il lavoro, ma per il momento ci tengo a fare un ringraziamento speciale a Silvia che ha lanciato l’idea e creato il gruppo fb, e che, con la sua costanza quotidiana, mi ha dato il buon esempio e mi ha reso più facile arrivare alla fine del progetto.