Ricamo,  Diario,  Galleria fotografica

Un punto al giorno…. (più o meno)

Un’amica, Silvia, ha fatto una bella proposta nel gruppo Facebook SoloRicamo.

Ispirata da un articolo (link nell’immagine sottostante) in cui si parla dell’iniziativa del 2016 “un anno di punti”, e visto che l’iniziativa è stata replicata per il 2017,  ha pensato che sarebbe stato interessante provare a fare qualcosa del genere e ha invitato le iscritte al gruppo a partecipare.

 

‘1 Year of Stitches’ Creator Talks About Embroidering Through 2016

 

Make 2017 Your Year of Embroidery: Join the “1 Year of Stitches” Project

In sostanza, si tratta di iniziare un progetto – a piacere – che duri per tutto il 2017 e a lavorarci – possibilmente – quotidianamente. La versione internazionale prevede anche un tag: #1yearofstitches  @1yearofstitches per i social.

Silvia ha creato il gruppo Facebook “Un punto al giorno” dedicato a questo progetto, in modo che fosse possibile per tutte pubblicare i propri avanzamenti quotidiani senza disturbare chi non è interessata.

Rispetto alla versione internazionale, c’è maggiore libertà di scelta, per mia fortuna 🙂

Ho già difficoltà a suddividere il mio tempo tra il ricamo per lavoro, il ricamo per diletto, il ricamo tradizionale giapponese, la maglia per diletto, la maglia per Cuore di Maglia, il lavoro con i corsi di ricamo, il lavoro con Rakam…. che difficilmente potrei trovare il tempo di ricamare tutti i giorni.

Però questo progetto mi ha tentata, soprattutto perché io non sono assolutamente abituata a lavorare fuori dagli schemi, e da questo punto di vista un ricamo totalmente a mano libera costituisce una bella sfida.

Alla fine, visto che comunque non ce l’ho fatta a lasciarmi andare ad un ricamo totalmente senza impostazioni, sono arrivata ad una mediazione che mi ha soddisfatta. Il mio progetto per il 2017 non sarà “un punto al giorno”, ma “un quadretto a settimana”. Ho suddiviso la stoffa in quadratini di 2,5×2,5 cm (una dimensione contenuta che mi permetterà – spero – di completarli in tempo), all’interno dei quali ricamerò “a mano semi-libera”, nel senso che sì, lavorerò senza disegnare niente, ma penserò prima a cosa voglio ricamare e dovrà essere qualcosa che nella settimana mi ha colpito in qualche modo, fosse anche solo un colore o una immagine.

I quadretti non saranno ordinati, ma disposti casualmente, e saranno numerati perché ho intenzione di segnarmi, in una agendina, che cosa ha ispirato ogni ricamo. Alla fine, quindi, avrò un diario ricamato del 2017 🙂

E alla fine di tutta questa spiegazione, ecco il mio primo quadratino. Questa settimana sono andata a visitare la mostra “Hokusai, Hiroshige, Utamaro” al Palazzo Reale di Milano. Già mi piacevano le opere di Hokusai, ma ora ho anche scoperto, con un interessante documentario, come vengono prodotte e quanto lavoro c’è dietro. I colori ancora intensi, l’eleganza formale e la pulizia del disegno, il gioco di oggetti in primo piano e piccoli particolari che si svelano ad uno sguardo più attento… bellissimo!

Così, ecco trovato senza sforzo il primo soggetto.

Non proprio senza sforzo è stata la realizzazione…. ho ripensato alle parole del maestro Shozo quando spiegava il sumi-e (la pittura giapponese), che prima bisogna pensare all’immagine, realizzarla in testa, visualizzarla, e solo dopo mettersi all’opera. Ho cercato di farlo, pensando ai colori del cielo delle silografie (come negli sfondi del monte Fuji), e alla spuma delle onde (La grande onda di Kanagawa, ovviamente!).

Lavorare senza disegno preliminare è stato davvero destabilizzante, per certi versi, e anche un po’ frustrante. In certi momenti avrei voluto prendere le forbici e disfare tutto, poi ho deciso di non farlo e di accettare il modo in cui le mie mani riuscivano a trasformare i miei pensieri.

Settimana 01: le stampe di Hokusai
Settimana 01: le stampe di Hokusai

Devo dire che Silvia ha avuto davvero una grande idea, e sono convinta che da questo progetto imparerò molto! 🙂