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Stress test del mouliné Etoile DMC

Molto incuriosita dal nuovo Mouliné Etoile DMC, ho voluto anche io subito provarlo…

L’aspetto è interessante: il luccichio del lamé non è vistoso, ma traspare dall’intreccio dei fili di cotone a cui è abbinato. Così c’è lo “sbrilluccico” ma anche la morbidezza del cotone, che, essendo forse meno ritorto del solito, ha quasi un aspetto lanoso, molto soffice.

Elisabetta Sforza, con la sua manina fatata, ha già dimostrato la sua resa in alcuni punti base (stuoia, Palestrina, pieno, vapore…) così ho deciso di strapazzare un po’ il filato e provarlo in situazioni di usura maggiore.

Ho cercato qualcosa di piccolo da fare, e mi sono messa a disegnare le mie iniziali su un pezzo di carta, pensando di rivestire un grosso bottone di quasi 4 cm di diametro. La stoffa, FG6 di Graziano, è a trama regolare ma piuttosto fitta.

Il disegno

Non avendo pianificato tutto fin dall’inizio, ho iniziato a ricamare le cifre, lasciando che fossero i risultati a farmi decidere come proseguire.
Il primo passo è stato ricamare la “S” a punto cordoncino.

Il contorno a cordoncino

Poi ho riempito gli spazi vuoti della “S” a punto raso, e ho ricamato la “B” a punto pieno e punto cordoncino.
Fino qui, il filo ha retto a meraviglia. Non ero sicura che anche il punto cordoncino avrebbe messo in evidenza il luccichio, ed invece… qui e là traspare il lamé, e a me piace molto. Il filo non si usura facilmente, nonostante l’aspetto delicato: all’inizio ho tenuto gugliate più corte, ma dopo un po’ non me ne sono preoccupata più di tanto, ricordandomi invece di spostare la cruna dell’ago ogni tanto, in modo da non insistere troppo a lungo nella stessa piega.

Una volta completate le cifre, ho pensato a come riempire lo sfondo. Elisabetta aveva già provato il punto stuoia, e ho pensato di sfruttare la regolarità della trama per riempire il fondo con dei rombi a fili contati, con due fili di Mouliné.

Il fondo a fili contati

E’ stato un po’ noioso riempire le parti interne alle cifre, ma alla fine il risultato non è stato male. Anche qui, nonostante la stoffa fitta e l’attrito che ne consegue, il Moulinè ha passato il test. Ogni tanto si disallineano i fili di cotone rispetto al lamé, ma basta tirare un po’ il filo, dopo aver eseguito il punto, per rimediare.

Quasi finito…

Alla fine, per coprire i piccoli spazi che si aprivano tra un rombo e l’altro, ho eseguito dei lunghi punti lanciati, da un capo all’altro, in entrambe le direzioni, fermandoli agli incroci con un piccolissimo punto verticale. Oltre  a coprire gli spazi, si è creato un effetto come di leggera trapuntatura che mi è piaciuto.
Alla fine ho deciso di aggiungere anche un contorno a punto risparmiato intorno alle cifre, sempre per nascondere un po’ le piccole imperfezioni del fondo a rombi dove si interrompono.

Rivestire il bottone tirando la stoffa e bloccandola con la parte posteriore ad incastro non è stato semplicissimo a causa dello spessore della stoffa. Ho dovuto forzare un po’ con le pinze, e ho seriamente rischiato di deformare il bottone. Alla fine, comunque, ce l’ho fatta, ed eccolo qui, il mio bottone gigante.

Il bottone

La sua destinazione? Per il momento, i manici della mia borsa rossa preferita 🙂

Il bottone sulla borsa

E il Mouliné Etoile? Promosso a pieni voti, direi, per resa estetica e facilità d’uso. La gamma dei colori iniziali è un pochino troppo brillante per i miei gusti, ma credo che abbinandolo al Mouliné di cotone tradizionale si possano ottenere risultati molto gradevoli e un po’ più sobri.