{"id":7907,"date":"2024-10-03T21:25:55","date_gmt":"2024-10-03T19:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/?p=7907"},"modified":"2024-10-03T21:26:37","modified_gmt":"2024-10-03T19:26:37","slug":"leoni-e-peonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/leoni-e-peonie\/","title":{"rendered":"Leoni e peonie"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla fine di agosto ho frequentato un corso molto interessante, tenuto congiuntamente dal Japanese Embroidery Center di Atlanta assieme ai professionisti di Kurenai Kai, in Giappone. Anche se ansiosa di ricamare questo nuovo pezzo, in cui dovr\u00f2 curare molto l&#8217;espressione e la finezza del ricamo, mi sono trattenuta e ho preferito concentrarmi invece sui leoni con le peonie, a cui ho lavorato in modo molto discontinuo per un paio d&#8217;anni e che incombeva sulla mia coscienza. L&#8217;esperienza mi ha gi\u00e0 dimostrato che non sono capace di lavorare a rotazione su pi\u00f9 pezzi, e che preferisco, piuttosto che saltare da un telaio all&#8217;altro, concentrarmi su un pezzo alla volta e darmi il tempo di prendere la mano e anche di perfezionarla. Inoltre, avere troppi lavori avviati mi disturba, e non mi lascia la tranquillit\u00e0 d&#8217;animo necessaria per concentrarmi al meglio sul pezzo corrente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il desiderio di ricamare il nuovo pezzo, quindi, ha funzionato perfettamente da spinta motivazionale per terminare questi poveri leoni&#8230; Come avevo gi\u00e0 accennato in passato, l&#8217;estetica di questo pezzo non mi ha mai entusiasmato, nonostante mio figlio mi abbia ripetutamente sgridato, ma ne riconosco l&#8217;indubbio valore tecnico: il lungo lavoro di posa dei filati metallizzati sopra imbottiture consistenti come quelle dei leoni, con la loro muscolatura sagomata, e delle rocce, mi ha sicuramente arricchito nella pratica di tecniche che sono sempre un po&#8217; ostiche. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"771\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp1-771x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7908\" srcset=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp1-771x1024.jpg 771w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp1-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp1-768x1021.jpg 768w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp1-660x877.jpg 660w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp1.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 771px) 100vw, 771px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Particolarmente soddisfacente \u00e8 stato il ricamo del ponte: il corrimano in primo piano \u00e8 ricamato su una imbottitura di carta washi abbastanza spessa, per dargli un piccolo rilievo, mentre per il passaggio ho deciso di utilizzare due diversi colori d&#8217;oro per dare un po&#8217; di luce al ponte e anche  un po&#8217; di risalto al leone in alto a destra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"901\" height=\"676\" data-id=\"7910\" src=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7910\" srcset=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp2.jpg 901w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp2-660x495.jpg 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"750\" data-id=\"7911\" src=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7911\" srcset=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp3.jpg 1000w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp3-660x495.jpg 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"750\" data-id=\"7909\" src=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7909\" srcset=\"https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp4.jpg 1000w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp4-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.angolostefania.it\/main\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/lwp4-660x495.jpg 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Ho ricamato prima la parte sinistra color oro intenso, poi la parte destra in oro pallido, andando a riempire gli spazi lasciati precedentemente vuoti: la soddisfazione quando tutto ha combaciato \u00e8 stata grande (e anche il sollievo!). I cambi di colore sono stati fatti in corrispondenza delle linee traversali del ponte, e quindi quasi completamente nascosti dal successivi katayori nero e oro.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dei leoni \u00e8 interessante, e spiega anche il perch\u00e9 del loro aspetto poco convenzionale. Le rappresentazioni di leoni in Cina e poi Giappone sono basate sui disegni indiani e assiri incorporati nell&#8217;iconografia buddista, dove vengono raffigurati come guardiani, ai piedi delle statue o all&#8217;ingresso dei templi. Poich\u00e9 gli artisti giapponesi non avevano mai visto un leone dal vero, le loro rappresentazioni divennero via via pi\u00f9 stilizzate. Il leone (shishi o karajishi &#8211; leone cinese) era un motivo molto popolare gi\u00e0 dal periodo Momoyama ed Edo, utilizzato per decorare paraventi e porte in ricche dimore e castelli. <\/p>\n\n\n\n<p>Spesso sono raffigurati in coppia, uno con la bocca aperta e l&#8217;altro con la bocca chiusa: il primo starebbe pronunciando la sillaba sacra <em>ah<\/em> e il secondo la sillaba <em>um<\/em>, prima e ultima dell&#8217;alfabeto sanscrito. L\u2019unione dei due fonemi simboleggia la nascita e la morte, o l\u2019universo e tutto ci\u00f2 che include.<br>Sono posti agli ingressi perch\u00e9 hanno la funzione di guardiani: tengono lontane le forze maligne e spaventano i demoni. Per la loro natura giocherellona, sono spesso raffigurati mentre rincorrono farfalle o giocano con nastri, sono protettivi per indole e sono custodi dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>I leoni sono spesso abbinati alle peonie: il leone era considerato il pi\u00f9 forte e il re di tutti gli animali, mentre le peonie erano viste come la regina di tutti i fiori, quindi entrambi erano simboli del lusso. Ma il leone, pur essendo il re degli animali, aveva paura di un piccolo insetto, un parassita che poteva entrare nella sua pelle e mangiarlo dall&#8217;interno. Fortunatamente questo insetto veniva ucciso dalla rugiada caduta dai fiori di peonia, per cui i karajishi si trovavano sempre a riposare su questi fiori. Anche loro, come tutti noi, hanno bisogno di un posto dove sentirsi al sicuro dai pericoli della vita.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine di agosto ho frequentato un corso molto interessante, tenuto congiuntamente dal Japanese Embroidery Center di Atlanta assieme ai professionisti di Kurenai Kai, in Giappone. 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